25/11/2017
A UN MESE DALL’AVVIO DELLA NUOVA FERROVIA VARESE-STABIO, INDUNO OLONA INAUGURA CON UNA NUOVA ROTATORIA LA SUA STAGIONE DELLA RINASCITA
Il 25 novembre 2017 alle ore 11 viene ufficialmente inaugurata la rotatoria all’intersezione di via Jamoretti con la SS344: si tratta della prima opera compensativa che il Comune di Induno Olona ha fatto realizzare a RFI con i soldi che dalla stessa le sono stati assegnati – dopo lunga insistenza del sindaco Marco Cavallin -  in compensazione dei disagi subiti dal paese per via del lungo cantiere di costruzione.
Circa un milione di euro è il cospicuo controvalore in denaro degli interventi che l’Amministrazione Comunale Indunese ha chiesto e ottenuto dal Governo di Roma per il tramite di RFI. Di questa iniziativa indunese hanno beneficiato anche gli amici di Arcisate.
Oltre alla rotonda che s’inaugura a novembre, figurano nell’elenco degli interventi previsti anche l’allargamento di via Cesariano, che è ormai diventata l’unica via d’accesso alla zona industriale indunese dopo la chiusura del passaggio a livello del Bidino, e la sistemazione - con relativa concessione d’uso al Comune - della vecchia galleria sotto il colle di San Bernardino, un tempo utilizzata dal treno e oggi dismessa.
Anche il Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni aveva promesso ai sindaci Cavallin e Pierobon che Regione Lombardia avrebbe fatto la sua parte di opere compensative per Induno e Arcisate, ma nonostante le sollecitazioni più volte avanzate, la promessa non è stata ad oggi mantenuta; i due primi cittadini comunque continueranno a bussare alla porta del Presidente lombardo, vista l’importanza della partita per tanti residenti valceresini. 

“COMINCIA LA RINASCITA DI INDUNO”
“Per Induno Olona sta per cominciare la stagione della rinascita dopo il lungo inverno del cantiere della ferrovia – commenta soddisfatto il sindaco Marco Cavallin - dopo otto anni di calvario, tra poco più di un mese (dopo i necessari collaudi tecnici partiti già da un paio di settimane) i treni cominceranno a correre ufficialmente sulle rotaie della nuova linea internazionale Varese-Stabio. Si chiude così un periodo di apprensione e incertezza sulla sorte di questa grande opera, per lunghi anni è rimasta abbandonata e deserta. Noi abbiamo partecipato, senza cedimenti e rassegnazione, a tutti i tavoli tecnici e politici di monitoraggio del cantiere e anche quando il barometro di quest’opera volgeva al brutto, non ci siamo mai persi d’animo e abbiamo lottato. Alla fine abbiamo ottenuto che alla nostra cittadinanza fosse riconosciuto ben un milione di euro, una cifra importante da investire in opere che potessero aiutare il paese a migliorare e a mettere in sicurezza pedoni e automobilisti, innalzando la qualità della vita dei residenti, una qualità della vita in questi lunghi anni di cantiere notevolmente abbassatasi”.

VIA CESARIANO PIU’ LARGA E SICURA
La rotonda inaugurata il 25 novembre è solo la prima di queste importanti opere volute dall’Amministrazione Cavallin e realizzata a spese del Governo tramite RFI: “si tratta di un intervento molto utile, che si attendeva da anni vista la pericolosità del precedente incrocio e che non a caso era presente nel programma elettorale che i cittadini hanno dato mandato di realizzare a questa Amministrazione nel 2014 – precisa il sindaco indunese – ma a breve prenderà il via anche l’allargamento di via Cesariano, là dove questa via non consente un traffico agevole in ingresso e uscita alla zona industriale indunese; le ditte e attività commerciali che là operano hanno molto sofferto in questi anni la presenza del cantiere e le continue modifiche alla viabilità interna della zona del Broglio: era davvero necessario fluidificare la situazione”.

ARRIVANO LE ASFALTATURE
Al termine dei lavori della ferrovia è ovviamente prevista, sempre a spese di RFI, un’ampia opera di sistemazione e asfaltatura di tutta la rete viaria del paese ammalorata dal traffico pesante di cantiere. Ad essa, si affiancherà una altrettanto diffusa campagna di asfaltature prevista tra 2017 e 2018 dall’Amministrazione Comunale e che, dopo il periodo confuso dei lavori, consentirà finalmente a Induno di tornare a buoni livelli di decoro del fondo stradale cittadino.

UNA GALLERIA DA VIVERE
Infine, forse l’opera più ambiziosa e particolare tra quelle chieste e ottenute da Induno Olona in compensazione dei disagi patiti in questi anni: la pista ciclopedonale che unirà i rioni Pezza e San Salvatore alla zona della Stazione, del Broglio e giù a sud fino a san Paolo e san Cassano.
La galleria sarà sistemata e illuminata e attrezzata con una pista ciclopedonale, divenendo così un prezioso “by-pass” di collegamento tra la parte nord e la parte sud del paese evitando la strozzatura del centro. Questo percorso adatto a pedoni e biciclette innerverà il paese da cima a fondo, connettendosi con un analogo percorso sul territorio di Arcisate da un lato e con il sistema ciclopedonale di prossima realizzazione che correrà lungo l’asse dell’Olona e per il quale la stessa Amministrazione Indunese è da tempo impegnata al fianco di Provincia di Varese e Comunità Montana del Piambello.

“UNA PANCIA DI BALENA”
 “La vecchia galleria del treno di San Bernardino – spiega Cavallin - sarà una scorciatoia suggestiva e strategica che consentirà di evitare la strettoia del centro storico, consentendo di sfruttare al meglio la lunga copertura verde del vecchio sedime ferroviario, nei lunghi tratti in cui la nuova linea Varese-Stabio correrà interrata. L’interno della galleria è come la pancia di una balena: percorrerla sarà piacevole e anche emozionante; la lunga pista ciclopedonale, una volta unita a quella che correrà sul vecchio tracciato del “Tramvetto bianco della Valganna” che stiamo realizzando,  farà di Induno uno dei paesi in cui sarà più facile e bello fare passeggiate a piedi e in bicicletta, vedendo luoghi ameni”.

IL MONUMENTO DI MONESTIER
Tornando alla rotonda, al centro della stessa sarà collocata, nel corso del 2018, un’opera monumentale di Ottorino Monestier, artista eclettico e indunese benemerito, scomparso nel 2007. Nel centenario della nascita (1918) la sua famiglia ha infatti voluto donare alla collettività un monumento che riprodurrà in scala gigante (circa cinque metri di altezza massima) i “Dadini”, una celebre scultura dell’artista (indunese d’adozione dal lontano 1962) che nel 1972 espose anche alla Biennale di Venezia ed è presente negli archivi del Beaubourg di Parigi.